5) Helvetius. L'interesse come principio del comportamento umano.

Helvetius prende in esame la dimensione sociale, collettiva della
morale, perch la considera pi adatta per comprenderne meglio la
natura e constata che anche la collettivit, come l'individuo,
considera moralmente valido solo ci che  in sintonia con il
proprio utile.
C.-A. Helvetius, Sullo Spirito, secondo, undicesimo (pagina 287).

Occorre per considerare non soltanto la probit relativa ad un
privato o ad una piccola societ, ma la vera probit, vale a dire
la probit in rapporto alla collettivit. Questa specie di probit
 la sola che realmente abbia un merito, e che ottenga
generalmente tale nome. Soltanto considerando la probit da questo
punto di vista possiamo formarci idee precise dell'onest, e
trovare una guida alla virt.
Sotto questo aspetto si pu affermare che la collettivit, al pari
delle societ particolari,  determinata nei suoi giudizi
unicamente dal motivo del proprio interesse; essa attribuisce la
qualifica di oneste, grandi o eroiche soltanto alle azioni che
sono utili nei propri riguardi. Ed essa concede la propria stima
ad una certa azione non gi in rapporto al grado di forza, di
coraggio o di generosit necessario per eseguirla, ma in
proporzione all'importanza di tale azione e al vantaggio che ne
ricava.
Gli illuministi francesi, a cura di P. Rossi, Loescher, Torino,
1987, pagina 282.
